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Cenni su Dunarobba
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Dunarobba
è la frazione più vicina ad Avigliano, distante 2,5 Km. lungo la
strada provinciale Montecastrilli - Avigliano Melezzole.
Collocata
sopra una collina a 448 metri s.l.m., il suo centro storico presenta
un impianto urbanistico regolare strutturato lungo una via
principale (Via dell'Arco). Il paese rimasto sul lato Nord - Ovest,
si è sviluppato recentemente nella parte Sud, Sud - Est, lungo la
strada provinciale verso le "Fornaci" a testimonianza del
legame storico che esso ha con questo insediamento industriale .
Dunarobba,
il cui nome deriva probabilmente dal latino Gens Dunnia, fece parte
di quel vasto territorio che Ottone I re d'Italia donò il 13
febbraio 962 ad Arnolfo, capostipite degli Arnolfi, una delle più
importanti famiglie del Medioevo e fortificato dai suoi discendenti
intorno all'anno 1000.
Tra
il 1282 e il 1284 fu depredato dai Narnesi con improvvise scorrerie
i quali furono poi sconfitti e dispersi dalla cavalleria Todina.
Nel
1290 Dunarobba contava, secondo un censimento del Comune di Todi, 38
fuochi.
Come
tutti i castelli del tempo, anche Dunarobba doveva risolvere i
problemi della difesa, a tal proposito, si legge nelle "riformanze",
che nel 1591 il Comune di Todi dette licenza, tramite i Massari, di
costruire una porta con ponte levatoio per ogni eventualità (Libro
Decretale a carta 72). Particolare curioso, ma frequente in quel
periodo storico, nel 1605 vi era in Dunarobba una certa donna Ursina.
figlia di un tal Gregorio, la quale con certe parole segrete ed
attraverso l'uso di medicinali, sciroppi e pozioni da Lei preparati
riusciva a curare quei mali ritenuti incurabili dai medici del
tempo.
Da
questa attività traeva una certa ricchezza per sé e la sua
famiglia, attirandosi però addosso sospetti di essere una strega.
Dunarobba
rimase sotto la giurisdizione del Comune di Todi fino al 1816 quando
sotto il nuovo Comune di Montecastrilli, col quale restò fino al
1975, anno in cui si costituì il Comune di Avigliano Umbro.
Si
trova nel territorio di Dunarobba S. Vittorina, una delle 19
pievanie con le quali nel Medioevo si divideva il contado di Todi.
La
Pievania rappresentava una sorta di organizzazione ecclesiastica sul
territorio, la cui amministrazione, spettava al pievano, dal quale
dipendevano tutti i cappellani che officiavano altre chiese o
cappelle. Fermo restando ad essa l'amministrazione dei sacramenti e
dell'insegnamento della dottrina.
Dipendevano
dalla pievania di S. Vittorina molti castelli, tra cui Avigliano,
Civitella Mollimale (castello oggi allo stato di rudere), Dunarobba,
Sismano, Montecastrilli. In essa si trovava un interessante altare
paleocristiano, secondo la leggenda conteneva i resti della Santa ed
un cippo scolpito sulla fronte, recante il simbolo dell'Agnello e
della Croce con iscrizione "Ad onorem beate mortyris",
oggi scomparso.
Nell'interno
della chiesa esiste un affresco del sec. XVI raffigurante il
"Santo Vescovo" in pessimo stato di conservazione, sono
interessanti gli elementi lapidei all'interno della chiesa e sopra
la porta principale della facciata.
Nei
pressi del borgo esiste in buono stato di conservazione una rocca
fortificata, ora adibita a residenza, in origine sede di una
guanigione militare detta la Fortezza; è di base quadrata, esaltata
da quattro torri angolari di forma semicircolare.
Coronata
da due ordini di cornici e beccatelli, presenta una copertura a
falde di coppi ; sono visibili due piombatoi posti a difesa delle
porte di ingresso, situate una a nord ed una a sud.
La
porta esposta a sud è stata ostruita da una costruzione edificata
in aderenza alla Fortezza. Il paesaggio agrario è costituito da una
sequenza di piccole colline dove vengono praticate colture
tradizionali come viti, olivi, frumento, etc.
Una
importante miniera dì lignite ha determinato l'economia di
Dunarobba e dei centri vicini fino agli anni '50.
A
sua testimonianza resta ancora un vecchio edificio abbandonato e
magnifici resti fossili dell'era terziaria e quaternaria.
Alla
miniera si è sostituita "La Fornace" oggi importante
industria produttrice di laterizi, con il maggior numero di addetti
a livello comunale.
A
Dunarobba c'è da vedere presso la Chiesa Madonna delle Grazie
l'affresco del sec. XVII "Madonna con bambino" di circa
100 cm. di diametro in buono stato di conservazione.
Agli inizi degli anni ottanta da una pala meccanica della vicina Fornace vengono scoperti i “tronchi”; si tratta di piante colossali (simili alle odierne sequoie) sepolte dall’ argilla a 5 – 10 metri dal suolo. Il sito è stato denominato "Foresta Fossile di Dunarobba" ed è visitabile accompagnati da personale appositamente incaricato.
Nel 1999 è stato inaugurato il nuovo “Centro di Paleontologia Vegetale della FORESTA FOSSILE di Dunarobba”. Nella Primavera del 2000 è stato emesso un Francobollo sulla Foresta Fossile.
Bibliografia:
"Il territorio di Avigliano Umbro Una
breve passeggiata
per
il vostro
fine
settimana
alla
A
settentrione di Amelia. un sistema di dolci colline separa la catena
che culmina nel M. Croce di Serra da quella più cospicua dei Monti
Martani. Coltivate, percorsa da una fitta rete di strade. le colline
non sono molto adatte all’ escursionismo. I tronchi della Foresta
Fossile scoperta nei primi anni ‘80 presso Dunarobba, in
territorio di Avigliano Umbro, fanno però eccezione. Si tratta di
piante colossali (simili alle odierne sequoie) e secolari (con età
superiore ai 2 milioni di anni). sepolte dall’argilla e spezzate a
5-10 metri dal suolo, che forniscono lo spunto per una breve ma
interessante passeggiata. Scoperti durante i lavori di escavazione
delle argille, i tronchi sono stati in parte protetti dal 1989 con
tettoie metalliche, mentre esistono progetti per la sistemazione e
la tutela della zona. E' possibile che cambino i dettagli del
percorso, comunque breve e per tutti : l'interesse rimane notevole.
Da
Avigliano (441 m s.l.m.) o Montecastrilli (391 m) si segue la strada
provinciale che collega i due centri fino in località Dunarobba
(448 m). Si parcheggia nei pressi di una grossa fabbrica di
laterizi, proprio accanto alla strada : da un ampio spazio ghiaioso,
dove conviene parcheggiare, una strada sterrata scende verso un
laghetto.
Si
inizia a camminare sulla strada raggiungendo le rive del lago,
frequentato durante il passo da numerose specie di uccelli. Sempre
sulla strada, si sale per qualche centinaio di metri fino alla
sommità di una collina. Qui, senza raggiungere una casa moderna, si
piega a sinistra, si traversa un prato, e si scende nell'ampia conca
occupata dai tronchi.
La
foresta si percorre in una decina di minuti vale la pena notare che
i tronchi non sono pietrificati (come è stato erroneamente scritto
in più parti) ma semplicemente fossilizzati. Per via intuitiva, si torna alla strada e al punto di
partenza. L'intero percorso richiede al massimo un'ora.
Tratto da : "A piedi in Umbria" Ed.
ITER (1989) |
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[ Pro Loco Dunarobba ] [ avigliano.com ] |