Foresta fossile di Dunarobba

Spettacolo straordinario e unico nel suo genere, la Foresta fossile di Dunarobba costituisce soprattutto una documentazione di incredibile valore per la conoscenza del paleoambiente della zona e per la storia delle manifestazioni tettoniche del territorio.

L’eccezionalità del ritrovamento è dovuta a diversi fattori, primo fra tutti il fatto che i tronchi, a differenza di altri giacimenti fossili, si sono conservati nella loro posizione eretta.  Altro evento raro è il fatto di aver mantenuto la loro struttura lignea, a differenza di altre foreste cosiddette pietrificate.

Le dimensioni dei tronchi raggiungono m 1,5 di diametro e anche m 8 di lunghezza.

E’ venuta alla luce in località Casaccia, a poca distanza da Avigliano, tra il 1970 e il 1987, durante  i lavori di scavo per ricavare l'argilla da utilizzare per la vicina fabbrica di laterizi.

  

Si tratta di tronchi fossili il cui periodo di sepoltura e di vita delle piante risale al Pliocene medio-superiore (3.000.000-2.000.000 di anni fa), un interessante esempio del genere Taxodium (una specie estinta di Sequoia, il taxodioxy1on-gypsaceum), cresciuti sulle sponde di quel lago Tiberino che attraversava gran parte dell'Umbria formando

una specie di Y rovesciata a partire all'incirca da Città di Castello: uno dei rami, quello occidentale, occupava tutta la conca ternana e quindi anche l'area di Dunarobba. Questo territorio è caratterizzato da depositi sedimentari argillosi e sabbiosi.


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Umbria - Provincia di Terni

da «Guida di Amelia e dell'Amerino» di Loretta Sensini